Old Christmas: che fascino brocante!

Chi tra noi non fischietta Deck The Hall dopo il primo di dicembre? E’ innegabile che la suggestione vittoriana tra Ottocento e Novecento sia tutt’ora solida a Natale, quei paesaggi innevati, i bimbi vestiti di tutto punto, gli abeti tagliati nel bosco, le carrozze e i passeggeri coperti da morbidi plaid tartan… Si sentono quasi tintinnare le campanelline della quadriglia di cavalli..

In mancanza di carrozza che mi porti a fare shopping a Regent Street (che ingiustizia, però) penso subito a decorare casa e apparecchiare la tavola natalizia in stile bei vecchi tempi, sfruttando oggetti di brocante in grado di riportarmi indietro nei decenni per il solo fatto di circondarmi con le loro forme d’antan e con i loro colori délavé.

--CASA

Natale & brocante, un binomio che unisce passato e presente. Quale miglior luogo fisico di casa propria per portare su un piano materiale questo binomio: grazie agli oggetti di recupero vintage mi rende proprio felice decorare casa, ogni anno in modo diverso ma mantenendo il contatto con la tradizione, con il mio personale passato e anche quello di sconosciuti, nel caso di oggetti da mercatino. Il cuore si allarga anche a loro. Succede proprio questo.



L’eleganza senza tempo degli oggetti di brocante e la magia del periodo più bello dell’anno mi danno la possibilità di ricreare a casa atmosfere da fiaba davvero con poco. Solo a Natale è del tutto lecito colmare ciotole di peltro vintage con mandarini puntellati di chiodi di garofano (e il profumo!). Nessuno giudicherà il mio grande gnomo di feltro comodamente sistemato nel cesto trovato all’ultimo marché aux puces. E poi le candele: di tutte le forme e colori, basta accenderne una in un qualsiasi vecchio candeliere, che si trovano davvero ovunque a pochi euro, per trasformare l’atmosfera di un’intera stanza.




--PRESEPE

Una menzione speciale va al presepe: se la tradizione nordica corrisponde all’albero di Natale, di origine tedesca “importato” dal Principe Alberto nell’Inghilterra vittoriana, in Italia la tradizione natalizia è tutta per il presepe. Di origine francescana, in passato era d’obbligo in ogni casa specialmente dove vi fossero bambini. Non a caso nei mercatini delle pulci e di brocante a partire da fine ottobre sono tante le bancarelle che espongono le statuine dei vecchi presepi, di cartapesta, terracotta, gesso o di altri materiali, certo non ancora di plastica.



Più mostrano i segni del tempo e più sono evocative: qui lo standard non è certo la perfezione o l’integrità totale, ma il fascino che questi pastori, animali, angeli e la Sacra Famiglia e anche i Re Magi, le fontane, le casette rievocano nell’essere stati esposti dalle famiglie innumerevoli volte. Tanti mesi di dicembre, tante Feste, tanti bimbi e magari tanti momenti di raccoglimento.



Queste statuine vintage trovano estimatori anche nella mia famiglia, e sebbene io sia più un tipo da abete ammetto che partecipare alla creazione della Natività con pezzi di vecchi presepi ha sensibilizzato una parte tenera di me, quel senso di rispetto e di sacro nel maneggiare con cura oggetti appartenuti ed amati da altre persone, per di più nella festività per eccellenza, il Natale.

--TAVOLA DI NATALE

Sulla tavola natalizia una tovaglia ampia e bianca con grandi tovaglioli coordinati, come quella della mia nonna, è bellissima per servizi di piatti brocante esibiti per l’occasione, con posate grandi e pesanti che rendono il cibo ancora più buono (il brodo nei cucchiai profondi di una volta!)



E magari creando noi stessi il centrotavola in maniera non convenzionale, creativa. E qui la fantasia si scatena: potrebbe essere una zuppiera Richard piena di rametti di abete e pigne.
Il vaso di cristallo serigrafato anni 40 può contenere la candela che arderà tutto il giorno 25, appoggiata su un fondo di chiodi di garofano e la base circondata da anice stellato.
Le decorazioni natalizie vintage, quelle che ormai non possono più agganciarsi all’albero, penso siano adorabili come segnaposto accanto ai bicchieri: richiamano subito le festività di quando genitori o nonni erano piccoli.


La salsiera, di quelle antiche con il sottopiatto incorporato (ho una passione per queste salsiere, sì), fa un figurone colma di “uva brinata”, ossia passata in un sottile velo di albume e poi subito nello zucchero e lasciata asciugare: effetto Dickens assicurato.



Un’atmosfera retrò, profumata di cannella e cardamomo, che riscaldi l’ambiente con stoviglie, posate, menages per olio e aceto, sotto bottiglie e tutto ciò che può servire su una tavola brocante a Natale: ottenere questo effetto non è difficile, anzi. Oggetti di brocante e oggetti contemporanei convivono felicemente sulla tovaglia, non serve avere una perfetta apparecchiatura al 100% antica ma, ancora meglio, serve fantasia, creatività e amore per l’arte di ricevere con calore e sincerità.


Bonus natalizio!
Ricetta torta Sacher casalinga (vintage anche questa, me la passò una signora ultra novantenne):

1 etto e 1/2 di zucchero
1 etto e 1/2 di farina 00
1 etto e 1/2 di cioccolata fondente sciolta a bagnomaria
1 etto e 1/2 di burro fuso
6 uova, tuorli separati dagli albumi, che vanno montati a neve ferma
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci

Con una frusta elettrica sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata assieme al lievito, di seguito il burro fuso e il cioccolato sciolto.
In ultimo aggiungere con una spatola gli albumi a neve, mescolando delicatamente dall'alto verso il basso per non smontarli.
In forno a 160 gradi per 50 minuti: è necessario tuttavia controllare con la prova dello stuzzicadente per verificare la cottura.
Quando la torta è fredda procedere a tagliarla orizzontalmente in due, spalmare la confettura di albicocche e richiuderla.

Per la glassa: mescolare cacao amaro in polvere, zucchero, panna liquida, poco burro.
Lasciare solidificare qualche ora, meglio tutta la notte.



















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