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Basta con la plastica! Come sostituirla con gli oggetti di brocante?

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Le persone pensano spesso che l’oggetto brocante debba solo far mostra di sé sul mobile in salotto o nella vetrinetta, ma io non credo affatto. Infatti noto felicemente che prende sempre più piede la (sana) abitudine di sostituire gran parte degli oggetti in plastica nelle nostre case con oggetti in ceramica o porcellana, oppure anche vetro o peltro o argento per le occasioni più importanti, molto spesso non di nuova produzione, ed è decisamente una scelta saggia e consapevole . Gli oggetti di brocante, insomma, ci possono aiutare a sostituire la plastica con materiali più durevoli, meno inquinanti. Inoltre si abbinano facilmente a pezzi nuovi fatti dei medesimi materiali. Basta guardarsi intorno per casa e pensare: in quali oggetti la plastica è di troppo? Cosa potevano avere una volta che funzionava benissimo e che oggi si sostituisce in plastica per pigrizia? Probabilmente gli ingredienti della torta si possono impastare in una zuppiera Old England magari rimasta senza coperchio, op...

QUIZ! La antica ricetta del Pan di Spagna: qual'è la parola illeggibile?

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Più o meno dieci anni fa stavo scartabellando in alcuni cassetti di una scrivania ereditata: tra foto antiche, tubetti di medicinali intatti (da ottant'anni), diari degli anni Venti e vecchi oggettini di varia natura, mi capitò tra le mani nientemeno che una ricetta del Pan di Spagna redatta velocemente a mano con pennino e inchiostro! Non ci potevo credere, perché niente come un oggetto antico usato nella vita quotidiana e vera -per lo più della mia famiglia!- mi emoziona e mi fa sembrare il passato ad una lunghezza di braccio , quasi riuscissi a toccarlo. Quindi, pur non essendo una fan del Pan di Spagna, ho cercato di trascriverla (benedetto corsivo dell'Ottocento...), MA. C'è un MA. Non sono arrivata a capire con sicurezza una parola, sebbene il significato del periodo mi sia chiaro grazie al contesto e alla conoscenza della ricetta stessa. Qualcuno là fuori riesce ad aiutarmi? C'è qualcuno che può leggere con certezza la ultima parola della prima facciata (probabil...

La favolosa storia delle tazze da tè

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Parecchi anni fa, avrò avuto trent’anni, ero con mia mamma a casa di una signora ultranovantenne molto dinamica, assolutamente lucida. Nella vita aveva avuto un atelier di moda di sua proprietà prima in Sudamerica poi in Italia, ed aveva conservato uno stile che andava al di là dell’abbigliamento: si estendeva in ogni aspetto, portando l’estetica e il buon gusto al rango di modo essenziale di essere. Quel pomeriggio a un certo punto propose “prendiamo un tè” come la cosa più ovvia e normale del mondo, anziché il classico italianissimo caffè. Ricordo molto bene l’elegante e misurata velocità con la quale sul tavolo comparvero tazze e teiera vintage in porcellana a roselline, e parallelamente ricordo anche il fascino che quegli istanti ebbero su di me, giovane donna adulta. Non mi sono mai scordata della sensazione di elegante quanto semplice convivialità, una sorta di benessere, un momento perfetto fra tre donne di tre età diverse con una buona tazza di tè in mano e la conversazione m...

Mimose & vintage: la storia del'8 marzo.

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In occasione di una Giornata così importante ed inclusiva, oggi propongo una carrellata lungo il timeline che ha portato l’otto marzo ad essere la celebrazione così come la conosciamo oggi. Come sempre mi piace fare in questi casi, vecchie foto vintage di donne bellissime nella loro normalità ci sapranno trasportare negli anni delle conquiste sociali femminili! (Ma che fascino hanno?!) 28 febbraio 1909 : questa data segna la prima volta in assoluto in cui venne festeggiata la Giornata internazionale della donna, negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito Socialista d’America. L’anno precedente a New York si era svolta una grande manifestazione di ben quindicimila donne che marciarono per migliori diritti in tema di paga, orari e soprattutto diritto di voto. Erano anni di tumulti e rivendicazioni sociali e sindacali in tutto il mondo occidentale, a partire dai Paesi anglosassoni e non solo. Infatti nel 1910 , l’anno successivo, la celebrazione venne ripetuta e portata dinnanzi al VII...

La favolosa storia delle scatole di latta

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Ammirare, possedere, collezionare vecchie scatole di latta per dolciumi equivale a fare un viaggio nel tempo e nella storia industriale italiana ed europea . Il fascino vintage di queste meravigliose scatole non si esaurisce mai, sebbene l’uso sia praticamente decaduto: lo provano le torri di latta impilate che si trovano nei mercatini, nelle rivendite dell’usato e nelle vetrine delle confetterie che vogliono riportare la suggestione dei tempi che furono. Queste scatole, nate per conservare e vendere prodotti dolciari come biscotti e cioccolato, diventarono un nuovo potente mezzo pubblicitario per le aziende. A fine Ottocento l’Italia recentemente unita iniziava a godere di un benessere economico crescente nella nuova borghesia più benestante; l’industrializzazione cominciava a prendere seriamente piede anche nel nord del Paese e le grandi Esposizioni mondiali come quella di Milano nel 1906 servivano proprio per mettere in mostra i ritrovati della tecnica industriale. Tutto questo fa...

Quando non era per forza San Valentino, ma anche sì.

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Noi tutti siamo abituati che a S. Valentino ci si scambia (per forza a tutti i costi, secondo la pubblicità) regali zuccherosi, costosi, cuoriciosi , romanticoni. In realtà nella prima metà del Novecento era costume scambiarsi cartoline e biglietti d’amore in ogni momento dell’anno , finché dal mondo anglosassone derivò l’abitudine di riferirsi a San Valentino, protettore degli innamorati (avete presente Charlie Brown depresso perché nella sua mailbox non c’è mai nessun Valentine recapitato? Ecco.). I bigliettini d’amore erano curatissimi, spesso le foto della coppia erano esse stesse un Valentine, in un’epoca in cui farsi una foto non era semplice ed immediato come un selfie. Cercando bene con il fiuto di veri appassionati brocante, nei mercatini si possono trovare molte foto e parecchie cartoline romantiche, a volte foto con messaggi d’amore -unendo i concetti, che davvero suscitano tenerezza nella loro cura e nella serietà dell’occasione. Recapitare l’agognato biglietto alla propria...

Tea time brocante (yes, please)

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Esistono servizi da tè della prima metà del 900 che sono assolutamente rievocativi di un’epoca ormai lontana ma non remota, alla quale accreditiamo una lentezza che oggi ci manca tantissimo, un buon gusto e un savoir-faire perso e perduto nel tempo. Che i servizi da tè siano arrivati fino a noi integri oppure che ne siano sopravvissuti al tempo solo alcuni pezzi non importa: secondo me il bello del brocante in effetti sta nel potere mescolare i pezzi anche se non appartenenti ad un unico servizio (questo vale anche per i piatti, i bicchieri, ecc). Io adoro questa attività, di fatto creativa, che mi fa avere servizi deliziosamente irregolari e sempre diversi. L’unica condizione è la uniformità di stile. Rispettata quella, largo alla fantasia nell’apparecchiare una tavola o un tavolino basso per il nostro tea time ( at five o’clock ). Se voglio concedermi un tè in piena regola, giocando seriamente , sarà perfetto con una tovaglia di dimensioni inferiori a quella da pranzo per il tavolo...