Qual è la differenza tra brocante e antiquariato?
Da appassionata di brocante, ex bambina cresciuta nelle case dei nonni normalmente arredate in quello che oggi si definisce così, a un certo punto me lo chiesi anche io.
In termini generali estremamente sintetizzati, il brocante è meno prezioso dell’antiquariato ed è prevalentemente prodotto nel Novecento.
L’ANTIQUARIATO
L’antiquariato si riferisce ad un settore merceologico preciso fatto di mobili ed oggetti antichi, di valore maggiore quanto più rari e preziosi, non necessariamente oggetti d’arte sebbene alcuni vi rientrino. Fanno parte della categoria oggetti prodotti fino alla fine dell’Ottocento o comunque che abbiano minimo 100 anni di età nel momento della valutazione.
Essi si caratterizzano per il valore estetico e culturale di pregio: sono pezzi prodotti artigianalmente con finiture di pregio, evidenti tecniche di alto livello e materiali all’altezza.
Formano un patrimonio di cultura manifatturiera di una regione o di un Paese che confluisce a tutti gli effetti nel patrimonio culturale largamente inteso.
L’oggetto di antiquariato non deve presentare più del 33% di parti sostituite, diversamente non può più essere considerato autentico.
La patina del tempo anche qui è importante, meglio ancora se l’oggetto non ha subìto riparazioni o restauri neanche in epoche lontane. Esiste tuttavia anche il mercato di antiquariato di oggetti effettivamente restaurati da professionisti, quindi nel rispetto dei parametri di autenticità, che hanno chiaramente un prezzo più elevato.
Sia al giorno d’oggi che nel passato, però, sono state eseguite copie di oggetti antichi, anche di ottima fattura. Occorre fare molta attenzione quindi alle caratteristiche del prodotto di antiquariato e al soggetto che ne effettua il commercio.
L’OGGETTO DI BROCANTE
L’oggetto di brocante, invece, si riferisce ad un tempo più recente e quasi mai ha il carattere di valore e preziosità. Può essere di origine rurale o urbana, ma senz’altro rientrano nella lista gli oggetti di uso quotidiano prodotti nel Novecento o per alcuni solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, presenti comunemente nelle case.
Solitamente non vantano designer di eccezione ma anzi sono oggetti creati da artigiani locali o fabbriche. Si trovano in questa categoria anche quadri deliziosi o piccoli monili che sono opere di tutti quei “signor nessuno” senza alcun nome rimasto famoso. E’ un settore di oggetti vecchi e ritrovati, che possono essere usati da più generazioni per gli usi originari o anche reinterpretati. Da qui il fascino senza tempo del tempo che fu, tanto più nostalgico e dolce quanto più questi oggetti sono passati nelle mani di tanti e utilizzati nella vita di tutti i giorni dalle famiglie.
Trovare la poesia in oggetti come questi è una questione di sensibilità (sebbene ultimamente lo sia anche di moda): il brocanteur e il suo cliente sono allineati nel subire il fascino della bellezza nelle piccole cose, scontate e anche un po’ ovvie.
Il mercato del brocante è anche terreno prediletto di “caccia” dei collezionisti di praticamente qualsiasi cosa: dai giocattoli alle figurine, dai bottoni ai macinacaffè, riproduzioni di immagini sacre, mestoli, placche di automobili, chiavi antiche, scatole di fiammiferi o di lamette da barba, ogni cosa che possa venire in mente.
Che si tratti dell’uno o dell’altro, brocante o antiquariato, è una scelta personale che va con il gusto di ciascuno, la volontà di investire di più o di meno nell’acquisto, e in definitiva in quel desiderio di conferire un determinato stile ai propri spazi privati. Non c’è infatti una scelta migliore di un’altra: la cosa davvero importante, l’unica che conta, è rispecchiarsi nei propri gusti estetici e scegliere di fare riecheggiare le proprie stanze con la voce di epoche diverse, acquistando ciò che il tempo ha preservato.
Ricordiamoci che non siamo solo i felici possessori dell’oggetto antico, di brocante, di modernariato che sia: ne siamo i custodi affinché, dopo di noi, essi possano regalare ad ancora altre case l’atmosfera e il loro fascino retrò, trascendendo il tempo, in un accordo che si allineerà ai gusti e alla vita di coloro che li possiederanno nel futuro.







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