La meditazione delle stoviglie lavate a mano

Oggi si corre. Corriamo tutti a perdifiato, uomini e donne, verso cosa non si sa. Non rallentiamo praticamente mai, salvo in corsi di meditazione e di yoga, ma terminata l’ora di allenamento torniamo a correre per mille incombenze.

La rivelazione, o la svolta se preferite, la vivo ogni giorno nella mia quotidianità: un effetto secondario, ma non di ultima importanza, della passione per l’utilizzo nel quotidiano degli oggetti di brocante è anche che ci forza a rallentare. La gestione degli oggetti, la loro delicatezza, impongono un riguardo da parte nostra che ci fa rallentare per forza. E felicemente. Pensiamo banalmente ai piatti sporchi da lavare, alle posate, ai bicchieri: se apparecchiamo con stoviglie di brocante dovremo senz’altro lavarle a mano. Il tempo necessario per completare questa operazione non è certo tempo perso: non solo perché serve a pulire e riporre senza danni quello che stiamo lavando, ma anche soprattutto perché rallentiamo e ci concediamo di impiegare il tempo che ci vuole a fare le cose.




Se non è meditazione questa! In effetti, esiste davvero la meditazione attiva: secondo gli insegnamenti, c’è la possibilità di meditare -ossia di mantenersi ancorati al momento presente- semplicemente svolgendo con consapevolezza ed intenzione le nostre attività quotidiane. Quindi anche prenderci cura dei nostri oggetti di brocante, meglio ancora se utilizzati tutti i giorni, ci offre un ottimo esercizio di mindfulness!

La sfatica di lavare a mano e la possibilità di rompere accidentalmente l’oggetto di brocante sono tra i principali ostacoli e le obiezioni più comuni che si frappongono fra noi e i piatti della nonna o i bicchieri del mercatino delle pulci. Ma anziché considerarlo uno svantaggio, io propongo di vederlo come una occasione per rallentare e stare un pochino con noi stessi o a chiacchierare con chi ci circonda (e magari ci aiuta ad asciugare). Lasciamo il posto in lavastoviglie per i tegami, quelli sì noiosi da lavare!

Ricordo che da piccola a casa della nonna, dopo cena, c’erano quei quindici o venti minuti passati a lavare e a riporre tutto per bene, senza urgenza di passare al più presto ad altro. La serata trascorreva in seguito tranquilla e serena, lasciando i pensieri decantare per il giorno dopo, senza che disturbassero le ore precedenti il riposo notturno.

Oggi suona quasi rivoluzionario, laddove la fretta è il nuovo status. Facciamola, allora, questa rivoluzione e riprendiamoci la libertà di rallentare, di prenderci cura degli oggetti vecchi e antichi che arredano, ci tornano utili, e ci possono anche fare stare bene.

Prendiamoci cura di noi stessi. Iniziamo ad abitare la nostra vita anziché a rincorrerla.


Commenti

Post popolari in questo blog

Come creare un ambiente accogliente dal sapore retrò con pochi oggetti di brocante (e alcune astuzie)

Old Christmas: che fascino brocante!

Il Natale del passato: cosa ci raccontano le immagini.